Correttore di coma da 3″ !!!

Ma la vogliamo correggere questa aberrazione o no ?
finalmente dopo quasi un anno di attesa sono riuscito ad installare il nuovo focheggiatore GTD ed i nuovi spiders  sottili assieme ad un gigantesco
(almeno per i miei standard ) correttore di coma da 3″ . La storia è stata un po’  travagliata per vari problemi di assemblaggio che si sono succeduti costringendomi a inviare indietro il focheggiatore al costruttore per una revisione.
Il motore stepper montato in precedenza era troppo piccolo per i quasi 2,5 Kg di peso del correttore di coma e la camera CCD !
E’ stato sostituito il motore con uno più potente e i test del costruttore sono andati a buon fine con una sua elettronica e il motore nuovo, mi ha dimostrato che gestiva carichi fino a 3,5 kg . Al montaggio avvenuta nella seconda settimana di aprile 2021 però qualche problema è nuovamente emerso e ve lo spiegherò durante questa breve articolo . Ho utilizzato vari correttori di coma in questi anni a partire dal Vixen coma corrector 1 e 3 utilizzati sia sul newton Vixen R200SS sia sull’ orion VX da 300 mm, entrambi f4. Il correttore di coma da 2″ GPU e infine il correttore di coma Baader MCC sempre da 2 Pollici gli ultimi due con il 40 cm f 3.2 si sono rilevati non utilizzabili. Ero tentato di prendere il Televue da 2.5″ ma il suo costo proibitivo mi ha fatto cercare altri lidi. Consigliato dal costruttore dello specchio di abbondare come dimensione del correttore di coma mi sono affacciato nel mondo dei bossoli da 3″. Si sembrano proprio bossoli di un cannone da 88 mm da quanto sono grossi e pesanti, ne ho vagliati alcuni sempre sotto la fatidica cifra di 1 keuro e ho visto che di produzione cinese ne facevano due modelli, uno con un rapporto riducente di 0.75x e uno da 1.14X. Visto che il rapporto focale di 3.2 era già bassino e di alcuni parametri relativi al backfocus ho deciso di prendere da Tecnosky questo modello a circa 0.5 Keuro .

correttore di coma 3″
schema ottico * la filettattura M73.5 x 0.75 sembra non corretta a dire del tornitore che mi ha fatto la flangia M48 in alluminio che si vede nella foto precedente.

si, ma un coso cosi grosso dove lo mettevo visto che come avrete sicuramente letto in un precedente articolo il telescopio era stato dotato di un focheggiatore motorizzato da 2″ customizzato sempre da GTD. Mi ci voleva un focheggiatore piu grosso , e motorizzato anche in questo caso GTD mi e venuta incontro sviluppando un prototipo che poi successivamente dovrebbe aver messo sul mercato.

Gemini telescope design Primis 80
Ecco la fotos scattata durante il secondo montaggio in Aprile 2021.

Ispirandosi al modello precedente mediante l’utilizzo di un motore stepper che lavora come un martinetto GD ha inserito in tra due dischi in delrin appositamente lavorati 4 blocchi con 2 microcuscinetti registrabili , che al contempo attraverso fori collegano il focheggiatore agli spider , 4 lame, in acciao inox 304 appositamente costruite con uno spessore di 1,7 mm . Il draw tube sempre in delrin ha 4 piste dove scorrono i cuscinetti e 6 grani m4 per bloccare il correttore di coma , ma per non danneggiarlo ho frapposto fra i grani e lo stesso una busta tornita in acciaio inox dello spessore di circa 1 mm. Una volta montato pero qualche problemino me lo stà ancora dando perchè il tiraggio degli spider crea delle piccole deformazioni che vanno a compromettere il lavoro dei microcuscinetti aumentandone la resistenza allo scorrimento. Lasciandoli gli spider leggermente laschi il problema si attenua. Ho gia in mente di far separare i cuscinetti di scorrimento dai punti di aggancio degli spider (stay tuned).

Eccolo qua il nuovo focheggiatore con i raccordi per raggiungere il backfocus corretto indicato dal costruttore (72 mm)

Dopo tutta questa manfrina vi chiederete se alla fine il risultato c’è stato. Boh, nel senso che il campo sembra corretto molto bene fino ai bordi ma ancora sono lontano da avere il sistema correttamente configurato verificando la collimazione e la planarità del sensore. Il CMOS della QHy294C che non è un sensore gigantesco sfiorando il formato APS-C. Il fattore di correzione del correttore  di coma a detta del costruttore  dovrebbe essere 1.14x  e  la focale risultante con 1330 mm di focale dello specchio dovrebbe essere di 1516,2 mm invece è risultata leggermente superiore  appena avrò dei  “tuning ring “ (anelli a spessore sottile per regolare correttamente le distanza dei piani focali)   effettuerò ulteriori prove.

I risultati

Ecco un prima e dopo relativi a due immagini riprese con il newton 0,41 f3.23 con il correttore montato e senza di esso , beh la differenza si vede .

NGC 55 29 stack di 50 immagini da 90 secondi con correttore di coma , immagine del 22/04/2021

Immagine della Nebulosa M16 ripresa la scorsa estate senza correttore di coma . Per Adesso questo e tutto anche perchè e tardi appena possibile inseriro altre immagini sperando di beccare la giusta distanza.

FASE 2 LA COLLIMAZIONE

Dopo alcune serate di utilizzo mi sono reso conto che sussistevano ancora problemi nelle mie immagini infatti non riuscivo a scendere oltre un determinato FWHM e le stelle presentavano un piccolo sbuffo    orientato in tutto il campo , ho escluso fosse il coma perché sarebbe  dovuto  essere  concentrico , perciò mi sono focalizzato  sul risolvere  dei problemi relativi alla collimazione e alla planarità del sensore. Per prima cosa ho affrontato la collimazione tornando ai vecchi metodi  senza usare il sofware  CCD Inspector ma utilizzando un collimatore laser autocentrante della HOTEC  , ho avvitato un nasetto portaoculari da 2”  sul tubo di prolunga che si collega alla camera CMOS e ho proiettato il laser sul centro dello specchio il puntino del laser era circa 2 cm in basso rispetto lo specchio , utilizzano le regolazioni degli spider  ho portato  nel centro  dello specchio il fascio  del puntatore laser , poi ho regolato lo specchio tramite le viti posteriori per avere la collimazione pensando  , e sicuramente è cosi , di fare un lavoro molto grossolano ma i risultati ci sono stati e ve li illustro .

Ecco come si presentava una immagine di 30 secondi dopo che ho effettuate le semplici operazioni suddette ,le stelle hanno perso la scia e adesso sono veramente puntiformi.

Ecco la stessa immagine passata a CCD Inspector manca veramente poco ad avere una collimazione eccellente.

In questa immagine ho evidenziato le stelle negli angoli del frame e come potete vedere la situazione e molto confortante forse nell angolo basso di destra rimane una leggera deformazione che si puo’ ricollegare alle immagini di ccd inspector dove per essere perfettamente centrato dvovrei spostare il punto di fuoco verso destra e in basso.

La stessa immagine processata con un filtro Wavelet e il suo residuo le stelel risultano puntiformi in tutto il campo.

Ed infine la parte centrale dell’ immagine passata ad un filtro FFT Fast Fourier Trasformatiom .

Ultimo passo di questa vicenda ancora da scrivere per ottenere un ulterior miglioramento e verificare la ripetibilità quando la camera Cmos verra sostituita dalla CCD e viceversa.

SUPERNOVA SN 2020JFO M61

L’esplosione di una supernova nella galassia Messier m61 nel maggio del 2020. La supernova denominata SN2020jfo è di tipo II.

Altro botto degno di nota da riprendere con il newton da 0.41 metri dell’osservatorio amatoriale K63 di Castelvecchio Pascoli. L’esplosione di una supernova di tipi II è stata osservata nella galassia Messier M61 in data 5 Maggio 2020. La galassia ospitante Messier 61 nota anche come NGC 4303 è situata in una zona povera di stelle della costellazione della Vergine la galassia è distante 60 milioni di anni luce e le sue dimensioni di 100.000 anni luce paragonabili alla nostra via lattea ne fanno la galassia più grande dell’ammasso di galassie della vergine

Immagine tratta dal Catalogo DSS utilizzando il software Aladin

ed ecco l’immagine ripresa al telescopio newton dell’evento che ha portato alla morte di una stella accaduto 60 milioni di anni fa ripreso con il mio telescopio. Trattasi di uno stack di 23 immagini da 90 secondi , la supernova era ben visibile in una singola immagine.

Altre interessanti informazioni su questa supernova a questo LINK .

L’era del CMOS

Nuova camera CMOS per l’osservatorio” K63 G.Pascoli Observatory”

Una camera CMOS a colori è stata implementata nella strumentazione dell’osservatorio.

Fino a pochi anni fa utilizzavo un sensore KAF 8300 monocromatico con un set di filtri LRGB Baader da dove nel mio pur inquinato sito tentavo di fare imaging fotografico e devo dire che qualcosa di interessante abbinato ai telescopi che avevo allora è uscito fuori. Posseggo anche una Dsrl una canon 600D ma memore delle esperienze con la Canon 350D non mi sono mai sognato di usarla sempre a causa dell’inquinamento luminoso. Questo anno per il compimento del mio 55esimo anno di età mi sono fatto un regalo , una camera CMOS a colori retroilluminata da alternare alla belva QHY22 che utilizzo per la ricerca.

La camera che ho acquistato utilizza il sensore Sony IMX294CJK da 11 Megapixel un numero decente per un medio formato, ho scelto questa camera per la grandezza dei pixel e per la EQ che risulta essere ottima, se non sapete di cosa siano questi termini vi rimando a siti dove ci sono esaurienti spiegazioni che indicherò alla fine di questo articolo ,cosi se siete curiosi , siete costretti a leggerlo. Le dimensioni del sensore sono di 19.3×12.6 mm (4/3) e i pixel senza doverlo calcolare hanno una dimensione di 4.63 micron. La risoluzione che ottengo con questa camera è quasi analoga alla qhy22, anche per questo motivo ho preso questo sensore. Ah , per la scelta del produttore , sono rimasto con i cinesi della QHYCCD , e il modello è questo 294C (se ci cliccate vi porta al loro sito). La camera utilizza una porta USB3 ma se non utilizziamo frame rate spinti in acquisizione di immagini planetarie lavora bene anche con il mio obsoleto Notebook con la porta USB2 l’importante secondo il mio modesto parere è avere un disco SSD perché con un disco meccanico penso si possa andare incontro a rallentamenti.

La QHY294C

A corredo la camera ha tutti i cavi per il collegamento (non lunghissimi) un nasetto da 2 pollici e la cartuccia con i sali per eliminare l’umidità nel sensore.

Caratteristiche:

CMOS Sensor: IMX294 11,6 mega pixel 4/3" back illuminated CMOS Sensor 
Effective Pixels: 4164X2796
Pixel Size: 4.63um*4.63um
Effective Area: 19,3x12,6mm
Shutter: Electric Rolling Shutter.
FullWell: Typical 65ke
Redout noise: 1.0 - [email protected] gain, 4.2 - [email protected] gain
ROI Support: Yes. Any Area ROI
Exposure Time: 60us-3600sec
AD Sample Depth: 14bit
On Camera Image Buffer: Yes, 256MB DDRIII Buffer
Cooling: 2-stage TEC, Typical -35 below Ambient. Temperature Regulated
Power: USB Powered for camera and +12V powered for TEC
Anti Dew Control: Air Connector for removable silicon gel tube
Heat board for optic window of airproof CCD chamber
Computer Interface: USB3.0 Super Speed
Telescope Interface: M42/0.75&2inch adapter. Optional C-mount adapter
Color Wheel Port
4PIN QHYCFW2 socket
Guide Port
6PIN RJ11 Guide Port
Optic Window:AR+AR 
Weight: 650g

Primo utilizzo, prima luce primi casini.

La camera mi è stata consegnata il 30 Luglio 2020 , il giorno successivo al mio compleanno , per l’appunto la sera avevo un impegno e ho dovuto attendere le due di notte per poterla montare e provare i primi scatti. Ritornare al colore non è stato facile, tanto da indurmi ad acquistare anche un pacchetto software aggiuntivo di cui ho letto molto bene ,APT (Astro Photography Tools) un coltellino svizzero per l’utilizzo sul campo, questa camera che comunque funziona anche con Maxim Dl e altri programmi di acquisizione . Ha anche il suo software proprietario EZcap ma si vede benissimo che è cinese , con il mio notebook si pianta una volta su 3 , visto e messo da parte, ( può essere anche colpa del notebook ma mi piace dare la colpa ai cinesi). Allora ,rispetto al sensore CCD che utilizzo fino ad adesso il CMOS a colori è un altra storia se si sbaglia con i settaggi del GAIN e dell’offset si possono fare disastri micidiali , cioè perdere tempo e non ottenere nulla di decente. Infatti le prime prove non sono state molto soddisfacenti. Tornando al discorso USB ho notato che pur creando un file di dimensioni superiori rispetto alla CCD i tempi di scaricamento sono molto più veloci rispetto alla CCD forse merito del buffer da 256 Mb DD3 che ha la camera. Ecco a voi la prima immagine minimamente decente acquisita , la Luna ieri sera molto bassa e con un fiocchetto di foschia che l’abbracciava , sotto il confronto di scala con una ripresa effettuata con la Canon 600D e un obbiettivo 250 mm F.5.6.

Luna (non si direbbe) B1 0,005 secondi F 1320 mm
Sempre lei Canon 600D 250 mm f.5.6

Elenco Link per maggiori e dettagliate informazioni

2019 O3 Scambio di identità

Cometa scambiata per asteroide negli spazi siderali accade anche questo.

Se io fossi la cometa C/2019 O3 mi sentirei profondamente offesa per essere stata scambiata per un anonimo sasso siderale . Ma a rimettere le cose a posto ci ha pensato un Astrofilo romano che si occupa da anni di questi oggetti ambigui ,cioè asteroidi con parametri orbitali assimilabili ad oggetti di origine cometaria invece che asteroidale .

Sono oggetti peculiari e abbastanza rari , la loro scoperta è molto utile per capire i legami fisici e dinamici che ci posso essere fra queste due famiglie di oggetti suddivise dai ricercatori in asteroidi e comete.

L’oggetto e stato seguito da numerosi astrofili italiani grazie alla segnalazione del suddetto astrofilo che in una apposita mailing list aveva inviato un messaggio invitando gli astrofili ad eseguire ulteriori indagini osservative per una possibile presenza della chioma e di un accenno di coda . L’asteroide era comunque era già in una lista di sospettati avendo il prefisso A/ sul nome dello stesso.

Questo accadeva la notte del 18 Luglio 2020 mentre l’asteroide è stato scoperto il 14 Maggio 2019 dall’Osservatorio Palomar Mountain (I41) e già allora gli astronomi si erano resi conto che poteva trattarsi di una cometa ma fino al 18 luglio non vi è stata la conferma ufficiale.

Gli astrofili si mettono immediatamente al lavoro e inviano numerose osservazioni e segnalazioni al Minor Planet Center relative all’osservazione di attività cometaria dell’oggetto in questione . Il giorno 21 Luglio alle 23.27 Ut (le 01h 27m locali) con la Mpec 2020 064 viene attribuita all’oggetto in questione la denominazione di cometa. Nella suddetta circolare sono presenti numerosi osservatori italiani . K63 non viene inserito perchè le osservazioni sono state inviate circa 30 minuti dopo la chiusura della circolare e la sua emissione , sono cose che accadano purtroppo.

Se volete ulteriori informazioni sull’oggetto troverete utili informazioni sul sito del Minor Planet Center nel suo database oppure potete leggere la News UAI a questo LINK

Ecco le mie immagini relative alla cometa C/2019 O3

Somma di 29 immagini da 20 secondi nell’immagine in falsi colori si nota molto bene l’allungamento dell’oggetto segno di attività cometaria in corso. La cometa al momento della ripresa aveva una magnitudine attorno alla 17.5
La cometa 2019 O3 al centro del campo l’animazione fa vedere il movimento relativo della cometa in un lasso di tempo di circa 10 minuti.

Magnitudine 21.5 da Castelvecchio Pascoli , no dai ..

Misurando un asteroide del programma Neorocks raggiunta la magnitudine di 21.5 dall’osservatorio K63 di Castelvecchio Pascoli.

Invece Siiiii !!!

Notte del 26 Luglio 2020 , dopo aver fatto un centinaio di inutili scatti alla star del momento , la cometa 2020 F3 Neowise che ha passato il perielio da 3 giorni e lentamente sta affievolendosi mi ritrovo a mezzanotte di un fresco sabato estivo a decidere se andare a letto o aprire l’osservatorio e fare una o 2 sessioni di misure astrometriche . Decido per la seconda , a sud il cielo non è fruibile per nubi perciò vedo che ci sono 2 o 3 target con altezza decente sull’orizzonte e mi adopero per effettuare le sessioni su di essi , nel giro di due ore invio le misure , e adesso ? Rock and rolls nel senso che vado sulla nuova pagina che ha predisposto NEODYS relativa ad oggetti che pur scoperti necessitano di ulteriori misure , per poter calcolare le orbite con una maggiore precisione senza rischiare di perderli nuovamente , cosa che purtroppo accade spesso. La pagina Neodys-Neorocks che contiene i suddetti oggetti è ancora in fase sperimentale ma è un programma molto importante finanziato dalla comunità Europea (vedi il link Qui) in cui gli Astrofili svolgono un ruolo importantissimo e necessario per definire le orbite di oggetti peculiari e/o pericolosi. Se esplorate la pagina vedrete un lungo elenco con le sigle dei alcuni appena scoperti altri da anni ma che necessitano di misure , accanto un suffisso che ne indica la priorità e a seguire le coordinate e la magnitudine dell’oggetto. Io avendo il Sud con nubi e non vedendo target appetibili il altre zone individuo 3 oggetti il piu’ difficile risulta avere una magnitudine di 21.5 , dico 21.5 mai misurata un oggetto cosi poco luminoso e allora la prendo come sfida da abbandonare nel caso dopo un numero di immagini adeguate non riuscissi ad individuarlo per passare agli altri 2 oggetti da me selezionati.

Bene andiamo a vedere il fortunato (per me) oggetto che ho scelto , l’asteroide si chiama 2008 CG119 appartenente alla famiglia degli Apollo oggetti che intersecano l’orbita della terra perciò fra quelli da seguire maggiormente. Le misure astrometriche del NEO fino a quel momento erano state effettuate solo da 3 osservatori professionali e dal programma NEOrock risultava urgente fornire altre misure . Bene allora mi prendo carico di questa missione ricavo le coordinate dell’oggetto dalla pagina del MInor Planet Center punto il telescopio nel campo in cui di dovrebbe teoricamente trovare e verifico se alle coordinate attuali l’asteroide non sia nascosto da una stella che pur essendo moolto piu’ lontana puo’ sovrapporsi ad esso . Ho fortuna, nel campo non ho stelle fastidiose e inizio la sessione di ripresa impostando la sequenza con un tempo di esposizione di 40 secondi , che di norma non uso mai stando sempre ben sotto i 30 secondi ma siccome devo raccogliere tanto segnale adotto questa strategia. Provo a sommare 10 immagini ma nulla con venti vedo un grumo di pixel ma provo a misurare e non ottengo dati utilizzabili , non demordo provo con 25 pensando che potrei raggiungere il limite e di saturazione , cioè quando tutta l’immagine diventa nera , invece con un totale di 1000 secondi a immagine vedo delineato un oggetto che occupa 2 o tre pixel provo a misurare ed ottengo una misura plausibile di sia di posizione che come segnale rumore di un oggetti di magnitudine 21.5 , 21.5 ! sobbalzo sulla sedia ripensandoci , cavoli sono andato davvero profondo sto misurando un oggetto che è milioni di volte (milioni capito !) meno luminoso di una stella visibile ad occhio nudo , sono oggetti prerogativa di grandi strumenti professionali e raramente un Astrofilo dilettante si avvicina a fare misure su oggetti cosi poco luminosi .

.

Ecco lo stack (somma di immagini da 40 secondi) di 1000 secondi con l’asteroide indicato nel cerchietto rosa e nel pannello a destra la magnitudine e la Gaussiana che indica il rapporto segnale rumore.

UN ce posso credere !

Per fare una misura del genere tutto deve essere perfetto , trasparenza e calma , niente umidità se no l’assorbimento atmosferico non ti fa arrivare neanche alla 19esima magnitudine , seeing da serata da pianeti se no le turbolenze ti spalmano il segnale su un numero maggiore di pixel e te non lo vedrai mai. Invece questa volta è andata e sono il primo osservatorio amatoriale ad aver osservato l’oggetto dopo i mostri sacri che si dedicano per professione a questi oggetti.

Allo stato attuale solo 4 osservatori nel mondo (di cui uno e un telescopio spaziale) hanno misurato questo asteroide il quarto sono io dopo diversi giorni che non venivano effettuate misure. C51 è il satellite che ha scoperto la cometa 2020 F3 Neowise !
questa immagine per gli addetti ai lavori mostra i residui , cioè l’errore teorico di misura insito nelle mie misurazione anche quello molto basso.

Le misure inviate sono state pubblicate nella circolare MPEC (Daily Orbit Update 2020 O113)

Soddisfazioni !

spero di non avervi tediato.

SN 2020hfv Che botto !

Il 21 Aprile il telescopio della survey Atlas scopre una supernova esplosa 82 milioni di anni fa nella galassia NGC 3643 nel Leone. Abbiamo osservato questo straordinario evento.

E tanto forse troppo che non scrivo qualcosa qua e di cose da scrivere sono tante , e spero di trovare il tempo per farlo . Ma stasera nonostante la “superluna” di cui non voglio assolutamente parlare ho utilizzato il telescopio per dei test di collimazione avendo smontato lo specchio per una veloce pulizia , ma anche perchè mi sa che la cella dello specchio era troppo serrata sullo stesso causandomi delle aberrazioni. Ma di questo ne parlerò in un altro articolo se riesco a venirne fuori. Insomma il titolo parla di una supernova e io vi tedio con le disavventure del mio telescopio.

Allora 82 milioni di anni fa in una galassia a cui abbiamo assegnato la sigla NGC 3643 una stella molto massiccia ha avuto una breve e tragica vita, infatti è esplosa . I fotoni di questa immane esplosione ci hanno raggiunto il 21 aprile del 2020 rilevati da un telescopio terrestre collegato alla rete ATLAS .Facciamo questa considerazione , noi abbiamo un calendario in cui si misura il tempo delle attività umane in ore giorni secoli e millenni mentre l’universo utilizza un’altra scala temporale essendo l’evento di cui stiamo parlando accaduto circa 82 milioni di anni fa . Ma torniamo alla galassia ospite di questa sfortunata stella .La potete vedere in questa foto tratta dal catalogo DSS (quella indicata con la crocetta rossa) . Carina vero piccola e come tante altre galassie. Ha una magnitudine nel visibile di 14.1 perciò anche osservata visualmente con telescopi di grosse dimensioni sarebbe comunque un puntino . La galassia si trova nella costellazione del Leone ed è visibile in queste serate primaverili.

NGC 3643 DSS Catalog

Contiene miliardi di stelle ma una di esse ha fatto Boom !(tenete a mente miliardi di stelle ) . Guardate adesso nell’ immagine sottostante quella che ho fatto io distrattamente senza tanti fronzoli e con la luna piena che stava salendo rapidamente . Se osservate , in entrambe le foto in basso abbiamo una stella di una magnitudine di circa 13 appartenente alla nostra galassia che potrebbe distare al massimo da noi circa 150.000 anni luce. Dico cosi perchè se vado su un catalogo stellare forse la trovo e posso darvi la distanza approssimata .

Nella secondo foto indicata dalla freccia osservate quella palla luminosa in alto a dx rispetto alla galassia , bene quella è la luce dell’esplosione di una stella di quella galassia che dista 82.000.000 anni luce da noi .Pensate a quanta energia è stata emessa in brevissimo tempo in questa immane esplosione rendendola visibile centinaia di volte piu’ luminosa della galassia in cui si è generata, che ripeto contiene miliardi di stelle. Che spettacolo , l’immagine che ho acquisito con mio telescopio è stata sovrapposta all’immagine del catalogo dss ed è un crop (ritaglio) di una singolo esposizione della durata di 240 secondi con una risoluzione di 0.77 arcosec/pixel . Se volete sapete sapere qualcosa in piú su questi fenomeni , cercate in rete la voce Supernove sicuramente la vostra curiosità sarà soddisfatta.

Spettacoli a occhio nudo

Stasera il nostro satellite completamente illuminato dalla luce del sole solca il cielo assieme a Giove il pianeta piu grande del nostro sitema solare . La loro vicinanza e solo un illusione ottica infatti la luna dista da noi circa 380.00 Km mentre giove in questo momento solo 800 milioni di Km . Sembra un puntino ma è 64 volte piu grande della terra. Seguite anche nelle prossime sere la danza di questi due meravigliosi corpi celesti.

Ecco come appare la congiunzione ripresa con una fotocamera digitale ed un teleobbiettivo da 250 mm

Grosso Veloce Luminoso Confermato ! ZTF03c (2019 LZ4)

Confermato un veloce e luminoso asteroide NEOCP la sera del 8 giugno 2019 . L’osservatorio di Castelvecchio Pascoli è il secondo osservatorio al mondo ad aver osservato e misurato questo oggetto. inserito nella lista dei NEOCP dal Minor Planet Center.

Ore 22.05 di un Sabato castelvecchiese in cui da casa si sente la musica provenire da una festa di matrimonio. Serata calda cielo non limpidissimo anzi con parecchia foschia , stanchezza dalla giornata di mare appena passata . Ma se in cielo brilla una stella l’osservatorio K63 apre ed inizia la sua caccia . Caccia che stasera è stata veramente fruttuosa infatti ho effettuato una “Conferma” di un NEOCP .Cosa significa confermare un NEOCP ? Molto semplice essere il secondo osservatorio al mondo che osserva un asteroide scoperto da un altro osservatorio e ne conferma l’esistenza. Figo ! Oltre a questo il sasso in questione è molto veloce e anche mooolto luminoso essendo di 14esima magnitudine un valore inusuale per oggetti NEOCP. In questi casi il fattore C conta molto perchè l’oggetto non avendo un orbita ben definita puoi essere in un “ovunque” determinato da valori statistici estrapolati solo da quella manciata di valori delle prime misurazioni dell’osservatorio che lo ha scoperto . Che si trovi esattamente dove l’orbita calcolata dice che sia è molto raro sopratutto con asteroidi molto vicini e veloci come questo . Allora come ho fatto a beccarlo ? Semplice si aspetta avanti o dietro la sua posizione calcolata cioè si posiziona il telescopio alle coordinate che dovrebbe avere ad un tempo T + 5 o 10 minuti oppure T -5 o -10 minuti rispetto alle cooridnate date per il tempo corrente . Io mi sono spostato di 5 minuti avanti alla sua posizione calcolata a BAM , preso . Ma mi e andata bene potevo stare anche 2 ore a muovere il telescopio di qua di la in basso e in alto rispetto alla posizione teorica e non trovare nulla. ed Invece….

Una delle immagini di conferma del NEOCP ZTF03c
somma di 10 immagini da 4 secondi per poter misurare la posizione dell’asteroide con un buon rapporto segnale rumore.

Sembra facile , ma e come cercare un ago in un pagliaio e ve lo faccio vedere con le immagini successive . Se alzate gli occhi al cielo il vostro sguardo spazia per una bella porzione di esso , ma se utilizzate un binocolo in funzione del campo che ha , arriverete a coprire una zona di circa 7 gradi cioe una piccola porzione di cielo , utilizzando il telescopio invece il campo si riduce ad un area simile a quella di una cannuccia , ma non le cannucce grosse da Spritz quelle piccole da Esta-te’ !

Eccolo il campo inquadrato dal mio telescopio che e di cira 42×20 Minuti di arco praticamente un puntino in cielo se visto ad occhio nudo.

     

Dimenticavo di dirvi che l’asteroide in oggetto è stato scoperto da un osservatorio professionale con un telescopio di 1,2 metri il codice MPEC (che dovreste gia sapere cosa sia) è I41 Palomar Mountain Observatory , vi ricorda qualcosa ? dateci un occhiata cliccando su questo Link

Ed ecco l’orbita NON definitiva ma basata sulle mie osservazioni e di altri osservatori che grazie anche alle mie hanno trovato e misurato successivamente l’asteroide in oggetto , sotto i parametri orbitali PROVVISORI.

Orbital elements:  ZTF03cF
   Perihelion 2019 Apr 18.580933 +/- 0.0153 TT = 13:56:32 (JD 2458592.080933)
Epoch 2019 Jun  9.0 TT = JDT 2458643.5   Earth MOID: 0.0008   Ma: 0.0075
M  29.31924102 +/- 0.034            (J2000 ecliptic)          Auto-Find
n   0.57020173 +/- 0.000506         Peri.  293.46861 +/- 0.008
a   1.44029138 +/- 0.000851         Node   254.84463 +/- 0.0007
e   0.4265695 +/- 0.00042           Incl.    2.02540 +/- 0.0016
P   1.73/631.34d           H 24.5   G  0.15   U  7.6  
q 0.82590697 +/- 0.000123    Q 2.05467579 +/- 0.00182
From 44 observations 2019 June 8 (16.5 hr); mean residual 0".46
Le prime misure
E una rappresentazione grafica dell’orbita dell oggetto ancora da confermare come tale .

Aggiornamento finalmente è uscita al circolare mpec con oltre 280 misurazioni , resta il fatto che la conferma è stata effettuata da K63!

La cirolare MPEc in questioe e la MPEC 2019-M14 : 2019 LZ4

Il passaggio ravvicinato di 1999 KW4 (66391)

Il passaggio ravvicinato alla terra di 1994 KW4 la sera del 31 maggio 2019

Di asteroidi ce ne sono tantissimi anche attorno alla terra ma quando passano questi pezzi da novanta un briciolo di attenzione gli va concessa. 1994 KW4 è un PHA del diametro di 1,5 km e si porta con se un satellite di 500 m di lunghezzza . Pensate che Aphofis scoperto dal nostro Astronomo Lorenzo Bernardi e considerato uno dei piu pericolosi per la vita sulla terra ha una lunghezza di appena 370 metri . Comunque per adesso non dobbiamo preoccuparci infatti 1999 KW4 è transitato  alla ragguardevole distanza dalla terra di 4,5 milioni di Km e la sua orbita non desta particolari preoccupazioni.
Grosso , binario allora ho deciso di effettuare alcune riprese la sera del massimo avvicinamento alla terra anche se il meteo non era il massimo e la posizione dell’asteroide rispetto al mio luogo di osservazione molto sfavorevole.Durante il suo avvicinamento ha raggiunto uma luminosita di 13 magnitudini molto al di sopra  della soglia di visibilita ad occhio nudo che si attesta intorno a 5.5/6 ma con un telescopio dotato di camera di ripresa l’impresa non era impossibile , con il mio bestione un gioco da ragazzi.
Appena dopo il crepuscolo ho puntanto il telescopio al confine tra il leone e la vergine e ho iniziato ad acquisire una serie di immagini della durata di 10 secondi l’asteroide era ben visibile e con un ottimo SNR (28) , peccato non aver potuto  effettuare una sessione fotometrica per rilevare la sua natura binaria ma il tempo di visibilita dell’oggetto me lo ha impedito. Prima che venisse eclissato dagli ostacoli geografici sono riuscito a carpire 65 frame utili per una durata totale di 10 minuti . Ed eccovi un po di dati su questo asteroide prima dello show grafico.

Anno di scoperta 1999

Scopritore LINEAR survey
Dimensioni 1,317 km
Periodo di rotazione 2,79 h
Magnitudine assoluta (H) 16,5
Periodo orbital 188 giorni
Eccentricita 0,6886
Moto prorio 1° 54m 54s/G

Immagine radar radiotelescopio Goldstone
Simulazione della rotazione fonte ESA
Dove si trovava l’asteroide al momento dell’osservazione.

Lo spazio percorso da 1999 KW4 in 10 minuti di riprese. In alto a destra la galassia NGC 3863 mag 13.3 ci sono tante altre piccole galassie riuscite a vederle ?

l’immagine e stata eleborata con il programma Aladin v.10.0 ed 138 una sovrapposione di quella acquisita da me e una immagine del catalogo DSS.
Un singolo frame della durata di 10 secondi 1999 KW3 è leggemente piu in alto della stella luminosa ksi Virgo di Mag. 5.1 percio visibile ad occhio nudo da cieli bui.

Sassi e Galassie

Cercare Asteroidi e trovare galassie .
Una bella immagine di una lontanissima galassia e stata acquisita durante la misurazione di un asteroide NEOCP.

Non di rado nel campo di ripresa utilizzato per la ricerca e la misurazione astrometrica di un Asteroide NEOCP ci si imbatte in galassie. Stasera ne ho trovata una nel secondo oggetto scelto dalla lista del Minor Planet Center . L’asteroide C0CJY62 un sassetto appena scoperto dall’ osservatorio G96 Mt. Lemmon Survey e da me misurato nelle riprese effettuate con una durata di 30 secondi ciascuna rivelava un batuffoletto in un angolo . Per sincerarmi di cosa fosse ho eseguito uno stack di 60 immagini (una somma delle immagini da 30 secondi per un totale di 900″) e la galassietta e’ apparsa in tutto il suo splendore . Tramite il software Simbad dell’ ESO ho individuato la galassia codificata con UGC 6780 che brilla con una magnitudie di 14,7

La traccia dell’asteroide e nell’angolo in basso la galassietta.

Ingrandimento della galassia utilizzando il software Aladin.
Una immagine della galassia dal catalogo SDSS ( The Sloan Digital Sky Survey ) a colori
r.a 11:48:50.35 dec -02:01:57.5

ed infine parliamo del sasso misurato nelle immagini seguenti la presunta orbita dell oggetto e una immagine catturata dal telescopio di 0,4 metri dell’Osservatorio G. Pascoli di Castelvecchio.

L’oggetto e’ a  9,2 distanze lunari dalla Terra (9,2×380.00 km)

somma di 10 immagini da 30 secondi per evidenziare e misurare l’asteroide (all’interno del cerchietto rosa)