Correttore di coma da 3″ !!!

Ma la vogliamo correggere questa aberrazione o no ?
finalmente dopo quasi un anno di attesa sono riuscito ad installare il nuovo focheggiatore GTD ed i nuovi spiders  sottili assieme ad un gigantesco
(almeno per i miei standard ) correttore di coma da 3″ . La storia è stata un po’  travagliata per vari problemi di assemblaggio che si sono succeduti costringendomi a inviare indietro il focheggiatore al costruttore per una revisione.
Il motore stepper montato in precedenza era troppo piccolo per i quasi 2,5 Kg di peso del correttore di coma e la camera CCD !
E’ stato sostituito il motore con uno più potente e i test del costruttore sono andati a buon fine con una sua elettronica e il motore nuovo, mi ha dimostrato che gestiva carichi fino a 3,5 kg . Al montaggio avvenuta nella seconda settimana di aprile 2021 però qualche problema è nuovamente emerso e ve lo spiegherò durante questa breve articolo . Ho utilizzato vari correttori di coma in questi anni a partire dal Vixen coma corrector 1 e 3 utilizzati sia sul newton Vixen R200SS sia sull’ orion VX da 300 mm, entrambi f4. Il correttore di coma da 2″ GPU e infine il correttore di coma Baader MCC sempre da 2 Pollici gli ultimi due con il 40 cm f 3.2 si sono rilevati non utilizzabili. Ero tentato di prendere il Televue da 2.5″ ma il suo costo proibitivo mi ha fatto cercare altri lidi. Consigliato dal costruttore dello specchio di abbondare come dimensione del correttore di coma mi sono affacciato nel mondo dei bossoli da 3″. Si sembrano proprio bossoli di un cannone da 88 mm da quanto sono grossi e pesanti, ne ho vagliati alcuni sempre sotto la fatidica cifra di 1 keuro e ho visto che di produzione cinese ne facevano due modelli, uno con un rapporto riducente di 0.75x e uno da 1.14X. Visto che il rapporto focale di 3.2 era già bassino e di alcuni parametri relativi al backfocus ho deciso di prendere da Tecnosky questo modello a circa 0.5 Keuro .

correttore di coma 3″
schema ottico * la filettattura M73.5 x 0.75 sembra non corretta a dire del tornitore che mi ha fatto la flangia M48 in alluminio che si vede nella foto precedente.

si, ma un coso cosi grosso dove lo mettevo visto che come avrete sicuramente letto in un precedente articolo il telescopio era stato dotato di un focheggiatore motorizzato da 2″ customizzato sempre da GTD. Mi ci voleva un focheggiatore piu grosso , e motorizzato anche in questo caso GTD mi e venuta incontro sviluppando un prototipo che poi successivamente dovrebbe aver messo sul mercato.

Gemini telescope design Primis 80
Ecco la fotos scattata durante il secondo montaggio in Aprile 2021.

Ispirandosi al modello precedente mediante l’utilizzo di un motore stepper che lavora come un martinetto GD ha inserito in tra due dischi in delrin appositamente lavorati 4 blocchi con 2 microcuscinetti registrabili , che al contempo attraverso fori collegano il focheggiatore agli spider , 4 lame, in acciao inox 304 appositamente costruite con uno spessore di 1,7 mm . Il draw tube sempre in delrin ha 4 piste dove scorrono i cuscinetti e 6 grani m4 per bloccare il correttore di coma , ma per non danneggiarlo ho frapposto fra i grani e lo stesso una busta tornita in acciaio inox dello spessore di circa 1 mm. Una volta montato pero qualche problemino me lo stà ancora dando perchè il tiraggio degli spider crea delle piccole deformazioni che vanno a compromettere il lavoro dei microcuscinetti aumentandone la resistenza allo scorrimento. Lasciandoli gli spider leggermente laschi il problema si attenua. Ho gia in mente di far separare i cuscinetti di scorrimento dai punti di aggancio degli spider (stay tuned).

Eccolo qua il nuovo focheggiatore con i raccordi per raggiungere il backfocus corretto indicato dal costruttore (72 mm)

Dopo tutta questa manfrina vi chiederete se alla fine il risultato c’è stato. Boh, nel senso che il campo sembra corretto molto bene fino ai bordi ma ancora sono lontano da avere il sistema correttamente configurato verificando la collimazione e la planarità del sensore. Il CMOS della QHy294C che non è un sensore gigantesco sfiorando il formato APS-C. Il fattore di correzione del correttore  di coma a detta del costruttore  dovrebbe essere 1.14x  e  la focale risultante con 1330 mm di focale dello specchio dovrebbe essere di 1516,2 mm invece è risultata leggermente superiore  appena avrò dei  “tuning ring “ (anelli a spessore sottile per regolare correttamente le distanza dei piani focali)   effettuerò ulteriori prove.

I risultati

Ecco un prima e dopo relativi a due immagini riprese con il newton 0,41 f3.23 con il correttore montato e senza di esso , beh la differenza si vede .

NGC 55 29 stack di 50 immagini da 90 secondi con correttore di coma , immagine del 22/04/2021

Immagine della Nebulosa M16 ripresa la scorsa estate senza correttore di coma . Per Adesso questo e tutto anche perchè e tardi appena possibile inseriro altre immagini sperando di beccare la giusta distanza.

FASE 2 LA COLLIMAZIONE

Dopo alcune serate di utilizzo mi sono reso conto che sussistevano ancora problemi nelle mie immagini infatti non riuscivo a scendere oltre un determinato FWHM e le stelle presentavano un piccolo sbuffo    orientato in tutto il campo , ho escluso fosse il coma perché sarebbe  dovuto  essere  concentrico , perciò mi sono focalizzato  sul risolvere  dei problemi relativi alla collimazione e alla planarità del sensore. Per prima cosa ho affrontato la collimazione tornando ai vecchi metodi  senza usare il sofware  CCD Inspector ma utilizzando un collimatore laser autocentrante della HOTEC  , ho avvitato un nasetto portaoculari da 2”  sul tubo di prolunga che si collega alla camera CMOS e ho proiettato il laser sul centro dello specchio il puntino del laser era circa 2 cm in basso rispetto lo specchio , utilizzano le regolazioni degli spider  ho portato  nel centro  dello specchio il fascio  del puntatore laser , poi ho regolato lo specchio tramite le viti posteriori per avere la collimazione pensando  , e sicuramente è cosi , di fare un lavoro molto grossolano ma i risultati ci sono stati e ve li illustro .

Ecco come si presentava una immagine di 30 secondi dopo che ho effettuate le semplici operazioni suddette ,le stelle hanno perso la scia e adesso sono veramente puntiformi.

Ecco la stessa immagine passata a CCD Inspector manca veramente poco ad avere una collimazione eccellente.

In questa immagine ho evidenziato le stelle negli angoli del frame e come potete vedere la situazione e molto confortante forse nell angolo basso di destra rimane una leggera deformazione che si puo’ ricollegare alle immagini di ccd inspector dove per essere perfettamente centrato dvovrei spostare il punto di fuoco verso destra e in basso.

La stessa immagine processata con un filtro Wavelet e il suo residuo le stelel risultano puntiformi in tutto il campo.

Ed infine la parte centrale dell’ immagine passata ad un filtro FFT Fast Fourier Trasformatiom .

Ultimo passo di questa vicenda ancora da scrivere per ottenere un ulterior miglioramento e verificare la ripetibilità quando la camera Cmos verra sostituita dalla CCD e viceversa.

SUPERNOVA SN 2020JFO M61

L’esplosione di una supernova nella galassia Messier m61 nel maggio del 2020. La supernova denominata SN2020jfo è di tipo II.

Altro botto degno di nota da riprendere con il newton da 0.41 metri dell’osservatorio amatoriale K63 di Castelvecchio Pascoli. L’esplosione di una supernova di tipi II è stata osservata nella galassia Messier M61 in data 5 Maggio 2020. La galassia ospitante Messier 61 nota anche come NGC 4303 è situata in una zona povera di stelle della costellazione della Vergine la galassia è distante 60 milioni di anni luce e le sue dimensioni di 100.000 anni luce paragonabili alla nostra via lattea ne fanno la galassia più grande dell’ammasso di galassie della vergine

Immagine tratta dal Catalogo DSS utilizzando il software Aladin

ed ecco l’immagine ripresa al telescopio newton dell’evento che ha portato alla morte di una stella accaduto 60 milioni di anni fa ripreso con il mio telescopio. Trattasi di uno stack di 23 immagini da 90 secondi , la supernova era ben visibile in una singola immagine.

Altre interessanti informazioni su questa supernova a questo LINK .

L’era del CMOS

Nuova camera CMOS per l’osservatorio” K63 G.Pascoli Observatory”

Una camera CMOS a colori è stata implementata nella strumentazione dell’osservatorio.

Fino a pochi anni fa utilizzavo un sensore KAF 8300 monocromatico con un set di filtri LRGB Baader da dove nel mio pur inquinato sito tentavo di fare imaging fotografico e devo dire che qualcosa di interessante abbinato ai telescopi che avevo allora è uscito fuori. Posseggo anche una Dsrl una canon 600D ma memore delle esperienze con la Canon 350D non mi sono mai sognato di usarla sempre a causa dell’inquinamento luminoso. Questo anno per il compimento del mio 55esimo anno di età mi sono fatto un regalo , una camera CMOS a colori retroilluminata da alternare alla belva QHY22 che utilizzo per la ricerca.

La camera che ho acquistato utilizza il sensore Sony IMX294CJK da 11 Megapixel un numero decente per un medio formato, ho scelto questa camera per la grandezza dei pixel e per la EQ che risulta essere ottima, se non sapete di cosa siano questi termini vi rimando a siti dove ci sono esaurienti spiegazioni che indicherò alla fine di questo articolo ,cosi se siete curiosi , siete costretti a leggerlo. Le dimensioni del sensore sono di 19.3×12.6 mm (4/3) e i pixel senza doverlo calcolare hanno una dimensione di 4.63 micron. La risoluzione che ottengo con questa camera è quasi analoga alla qhy22, anche per questo motivo ho preso questo sensore. Ah , per la scelta del produttore , sono rimasto con i cinesi della QHYCCD , e il modello è questo 294C (se ci cliccate vi porta al loro sito). La camera utilizza una porta USB3 ma se non utilizziamo frame rate spinti in acquisizione di immagini planetarie lavora bene anche con il mio obsoleto Notebook con la porta USB2 l’importante secondo il mio modesto parere è avere un disco SSD perché con un disco meccanico penso si possa andare incontro a rallentamenti.

La QHY294C

A corredo la camera ha tutti i cavi per il collegamento (non lunghissimi) un nasetto da 2 pollici e la cartuccia con i sali per eliminare l’umidità nel sensore.

Caratteristiche:

CMOS Sensor: IMX294 11,6 mega pixel 4/3" back illuminated CMOS Sensor 
Effective Pixels: 4164X2796
Pixel Size: 4.63um*4.63um
Effective Area: 19,3x12,6mm
Shutter: Electric Rolling Shutter.
FullWell: Typical 65ke
Redout noise: 1.0 - [email protected] gain, 4.2 - [email protected] gain
ROI Support: Yes. Any Area ROI
Exposure Time: 60us-3600sec
AD Sample Depth: 14bit
On Camera Image Buffer: Yes, 256MB DDRIII Buffer
Cooling: 2-stage TEC, Typical -35 below Ambient. Temperature Regulated
Power: USB Powered for camera and +12V powered for TEC
Anti Dew Control: Air Connector for removable silicon gel tube
Heat board for optic window of airproof CCD chamber
Computer Interface: USB3.0 Super Speed
Telescope Interface: M42/0.75&2inch adapter. Optional C-mount adapter
Color Wheel Port
4PIN QHYCFW2 socket
Guide Port
6PIN RJ11 Guide Port
Optic Window:AR+AR 
Weight: 650g

Primo utilizzo, prima luce primi casini.

La camera mi è stata consegnata il 30 Luglio 2020 , il giorno successivo al mio compleanno , per l’appunto la sera avevo un impegno e ho dovuto attendere le due di notte per poterla montare e provare i primi scatti. Ritornare al colore non è stato facile, tanto da indurmi ad acquistare anche un pacchetto software aggiuntivo di cui ho letto molto bene ,APT (Astro Photography Tools) un coltellino svizzero per l’utilizzo sul campo, questa camera che comunque funziona anche con Maxim Dl e altri programmi di acquisizione . Ha anche il suo software proprietario EZcap ma si vede benissimo che è cinese , con il mio notebook si pianta una volta su 3 , visto e messo da parte, ( può essere anche colpa del notebook ma mi piace dare la colpa ai cinesi). Allora ,rispetto al sensore CCD che utilizzo fino ad adesso il CMOS a colori è un altra storia se si sbaglia con i settaggi del GAIN e dell’offset si possono fare disastri micidiali , cioè perdere tempo e non ottenere nulla di decente. Infatti le prime prove non sono state molto soddisfacenti. Tornando al discorso USB ho notato che pur creando un file di dimensioni superiori rispetto alla CCD i tempi di scaricamento sono molto più veloci rispetto alla CCD forse merito del buffer da 256 Mb DD3 che ha la camera. Ecco a voi la prima immagine minimamente decente acquisita , la Luna ieri sera molto bassa e con un fiocchetto di foschia che l’abbracciava , sotto il confronto di scala con una ripresa effettuata con la Canon 600D e un obbiettivo 250 mm F.5.6.

Luna (non si direbbe) B1 0,005 secondi F 1320 mm
Sempre lei Canon 600D 250 mm f.5.6

Elenco Link per maggiori e dettagliate informazioni

Spettacoli a occhio nudo

Stasera il nostro satellite completamente illuminato dalla luce del sole solca il cielo assieme a Giove il pianeta piu grande del nostro sitema solare . La loro vicinanza e solo un illusione ottica infatti la luna dista da noi circa 380.00 Km mentre giove in questo momento solo 800 milioni di Km . Sembra un puntino ma è 64 volte piu grande della terra. Seguite anche nelle prossime sere la danza di questi due meravigliosi corpi celesti.

Ecco come appare la congiunzione ripresa con una fotocamera digitale ed un teleobbiettivo da 250 mm

Grosso Veloce Luminoso Confermato ! ZTF03c (2019 LZ4)

Confermato un veloce e luminoso asteroide NEOCP la sera del 8 giugno 2019 . L’osservatorio di Castelvecchio Pascoli è il secondo osservatorio al mondo ad aver osservato e misurato questo oggetto. inserito nella lista dei NEOCP dal Minor Planet Center.

Ore 22.05 di un Sabato castelvecchiese in cui da casa si sente la musica provenire da una festa di matrimonio. Serata calda cielo non limpidissimo anzi con parecchia foschia , stanchezza dalla giornata di mare appena passata . Ma se in cielo brilla una stella l’osservatorio K63 apre ed inizia la sua caccia . Caccia che stasera è stata veramente fruttuosa infatti ho effettuato una “Conferma” di un NEOCP .Cosa significa confermare un NEOCP ? Molto semplice essere il secondo osservatorio al mondo che osserva un asteroide scoperto da un altro osservatorio e ne conferma l’esistenza. Figo ! Oltre a questo il sasso in questione è molto veloce e anche mooolto luminoso essendo di 14esima magnitudine un valore inusuale per oggetti NEOCP. In questi casi il fattore C conta molto perchè l’oggetto non avendo un orbita ben definita puoi essere in un “ovunque” determinato da valori statistici estrapolati solo da quella manciata di valori delle prime misurazioni dell’osservatorio che lo ha scoperto . Che si trovi esattamente dove l’orbita calcolata dice che sia è molto raro sopratutto con asteroidi molto vicini e veloci come questo . Allora come ho fatto a beccarlo ? Semplice si aspetta avanti o dietro la sua posizione calcolata cioè si posiziona il telescopio alle coordinate che dovrebbe avere ad un tempo T + 5 o 10 minuti oppure T -5 o -10 minuti rispetto alle cooridnate date per il tempo corrente . Io mi sono spostato di 5 minuti avanti alla sua posizione calcolata a BAM , preso . Ma mi e andata bene potevo stare anche 2 ore a muovere il telescopio di qua di la in basso e in alto rispetto alla posizione teorica e non trovare nulla. ed Invece….

Una delle immagini di conferma del NEOCP ZTF03c
somma di 10 immagini da 4 secondi per poter misurare la posizione dell’asteroide con un buon rapporto segnale rumore.

Sembra facile , ma e come cercare un ago in un pagliaio e ve lo faccio vedere con le immagini successive . Se alzate gli occhi al cielo il vostro sguardo spazia per una bella porzione di esso , ma se utilizzate un binocolo in funzione del campo che ha , arriverete a coprire una zona di circa 7 gradi cioe una piccola porzione di cielo , utilizzando il telescopio invece il campo si riduce ad un area simile a quella di una cannuccia , ma non le cannucce grosse da Spritz quelle piccole da Esta-te’ !

Eccolo il campo inquadrato dal mio telescopio che e di cira 42×20 Minuti di arco praticamente un puntino in cielo se visto ad occhio nudo.

     

Dimenticavo di dirvi che l’asteroide in oggetto è stato scoperto da un osservatorio professionale con un telescopio di 1,2 metri il codice MPEC (che dovreste gia sapere cosa sia) è I41 Palomar Mountain Observatory , vi ricorda qualcosa ? dateci un occhiata cliccando su questo Link

Ed ecco l’orbita NON definitiva ma basata sulle mie osservazioni e di altri osservatori che grazie anche alle mie hanno trovato e misurato successivamente l’asteroide in oggetto , sotto i parametri orbitali PROVVISORI.

Orbital elements:  ZTF03cF
   Perihelion 2019 Apr 18.580933 +/- 0.0153 TT = 13:56:32 (JD 2458592.080933)
Epoch 2019 Jun  9.0 TT = JDT 2458643.5   Earth MOID: 0.0008   Ma: 0.0075
M  29.31924102 +/- 0.034            (J2000 ecliptic)          Auto-Find
n   0.57020173 +/- 0.000506         Peri.  293.46861 +/- 0.008
a   1.44029138 +/- 0.000851         Node   254.84463 +/- 0.0007
e   0.4265695 +/- 0.00042           Incl.    2.02540 +/- 0.0016
P   1.73/631.34d           H 24.5   G  0.15   U  7.6  
q 0.82590697 +/- 0.000123    Q 2.05467579 +/- 0.00182
From 44 observations 2019 June 8 (16.5 hr); mean residual 0".46
Le prime misure
E una rappresentazione grafica dell’orbita dell oggetto ancora da confermare come tale .

Aggiornamento finalmente è uscita al circolare mpec con oltre 280 misurazioni , resta il fatto che la conferma è stata effettuata da K63!

La cirolare MPEc in questioe e la MPEC 2019-M14 : 2019 LZ4

Sassi e Galassie

Cercare Asteroidi e trovare galassie .
Una bella immagine di una lontanissima galassia e stata acquisita durante la misurazione di un asteroide NEOCP.

Non di rado nel campo di ripresa utilizzato per la ricerca e la misurazione astrometrica di un Asteroide NEOCP ci si imbatte in galassie. Stasera ne ho trovata una nel secondo oggetto scelto dalla lista del Minor Planet Center . L’asteroide C0CJY62 un sassetto appena scoperto dall’ osservatorio G96 Mt. Lemmon Survey e da me misurato nelle riprese effettuate con una durata di 30 secondi ciascuna rivelava un batuffoletto in un angolo . Per sincerarmi di cosa fosse ho eseguito uno stack di 60 immagini (una somma delle immagini da 30 secondi per un totale di 900″) e la galassietta e’ apparsa in tutto il suo splendore . Tramite il software Simbad dell’ ESO ho individuato la galassia codificata con UGC 6780 che brilla con una magnitudie di 14,7

La traccia dell’asteroide e nell’angolo in basso la galassietta.

Ingrandimento della galassia utilizzando il software Aladin.
Una immagine della galassia dal catalogo SDSS ( The Sloan Digital Sky Survey ) a colori
r.a 11:48:50.35 dec -02:01:57.5

ed infine parliamo del sasso misurato nelle immagini seguenti la presunta orbita dell oggetto e una immagine catturata dal telescopio di 0,4 metri dell’Osservatorio G. Pascoli di Castelvecchio.

L’oggetto e’ a  9,2 distanze lunari dalla Terra (9,2×380.00 km)

somma di 10 immagini da 30 secondi per evidenziare e misurare l’asteroide (all’interno del cerchietto rosa)

 

L’eclisse totale di Luna del secolo 27 Luglio 2018

L’eclisse di luna del secolo oservata da Castelvecchio Pascoli. Il 27 Luglio 2018 l’evento astronomico dell’anno.

Del secolo perchè non disturbata dal meteo , perchè non in ore assurde , per la bellissima congiunzione con il pianeta Marte in opposizione e Giove e Saturno ben posizionati . Una serata  che ha richiamato tanta gente ad osservare il cielo. Ebbene si dopo il planetario a Fornaci di barga quest’anno ho avuto ancora un’altra occasione per condividere con le  persone la mia passione per il cielo.  Sono stato aiutato in questo dai media che hanno veramente enfatizzato questa eclissi .Tramite passa parola  e con un articoletto su dei giornali locali ho organizzato la serata osservativa pubblica . Nell’impresa sono stato aiutato  degli amici astrofili Francesco Adami e Droise Paolo organizzando la  serata osservativa in un giardinetto pubblico (troppo illuminato purtroppo)  vicino alla mia abitazione. Ecco alcune foto dell’evento scattate in fretta e furia perchè assediato dalle persone che  volevano osservare al telescopio . Gli strumenti in realta dovevano essere due  poi all’ultimo minuto  mi sono ritrovato solo con il Newton  Vixen a gestire una  fila di un centinaio di persone che si sono avvicendante nella serata. La luna all’inizo era troppo bassa per essere osservata e complice un po’ di foschia era veramente scura ma  quando ha iniziato ad uscire dal cono d’ombra della Terra  ed a tornare luminosa , devo dire che è stato veramente uno spettacolo. la visione dei  pianeti giganti hanno  dato un  notevole contributo al divertimento del pubblico   mentre marte pue  pur all’opposizione era basso e non ha mostrato alcun dettaglio.Possiamo confermare che è stata l’eclisse di  Luna del secolo !

Ecco il link all’articolo del Giornale di Barga


  • Primo contatto penombra – 19:14:49
  • Primo contatto ombra – 20:24:27
  • Inizio totalità – 21:30:15
  • Massimo – 22:22:54
  • Fine totalità – 23:13:12
  • Uscita dall’ombra – 00:19:00
  • Uscita dalla Penombra – 01:28:37

Occultazione Asteroidale (130) Elektra

L’occultazione asteroidale di 130 Elektra seguita dall’Osservatorio K63 G. Pascoli di Castelvecchio Pascoli.

Fantastico ! Occultazione Asteroidale ripresa da K63.

La notte del    21/04/2018  un manipolo di eroici nottabuli   (ho un po’ esagerato nel definirci eroici il cielo si osserva la notte ) sparsi in tutta la penisola alle 2.20 tempo locale  ha puntato i suoi strumenti ad Est  inquadrando l’asteroide appartenente alla fascia principale Elektra  (clicca sul link per maggiori informazioni) un bel sasso di mag 12.9 che sarebbe transitato davanti ad una stelle di mag 10.5 posta sulla sua traiettoria orbitale. Il fenomeno  viene chiamato occultazione asteroidale , dura veramente poche manciate di secondi (in questa occultazione era prevista una durata di 21 secondi) ma da un punto di vista scientifico è importantissimo per ottenere molti dati morfologici e fisici dell’asteroide occultante .L’obbiettivo dell’osservazione di stanotte  era di rilevare anche l’eventuale  transito davanti alla stella delle  due lune che orbitano attorno ad Elektra  che da una prima analisi dei dati non sono  state rilevate. Nell’immagine  potete vedere la fascia di visibilità del fenomeno che comprende  quasi completamente la nostra penisola.

Fascia di visibilità del fenomeno.

Alle 2.25 tempo locale ho iniziato ad acquisire le immagini dell’asteroide con esposizioni della durata di un secondo  questo grazie  alla luminosità dell’asteroide e dei potenti mezzi a disposzione dell’osservatorio K63 . Penso che abbiate compreso che un maggior numero di immagini acquisite determina una maggiore risoluzione delle variazioni di luminosità infatti in altri osservatori  riprendono  dei video.  Oppure utilizzano la tecnica del drift-scan. Prima e dopo l’evento ero in contatto con molti Astrofili Italiani che da osservatori o dalle loro postazioni casalinghe riprendevano  l’occultazione. Tramite  Whats-up  nel gruppo  dell’ Unione Astrofili Italiani ,ricerca sui pianeti minori  ”Asteroid-research” (se siete interessati a questa tipologia di studi e volete unirvi al gruppo non avete che da chiedermelo.) con l’osservatorio della montagna pistoiese , con l’osservatorio di Tavolai a Santa Maria  Monte con  Gianni Galli , Milano , e altri sparsi in tutta Italia con cui ho condiviso l’ansia dell’attesa e lo scambio di informazioni dopo la fine dell’evento,  che c’è stato ed è stato registrato da molti di noi. Insomma un altro successo degli Astrofili Italiani che anche in questo campo sono tra i migliori.

Ecco il grafico  ricavato dalle osservazioni dove si vede benissimo  il calo di luminosità  della stella attraversata dall’asteroide.

 

 

Montatura altazimutale RM engineering RM1616

Montatura altazimutale RM16161

Montatura altazimutale che utilizzo con un vixen R200SS o un piccolo rifrattore per osservazioni visuali montata su un iperdimensionato treppiede di Losmandy della mia precedente G11.

  • Portata 16 Kg per ogni asse (totale 32 KG)
  • Massa  9 Kg
  • Struttura Ergal lavorato CNC
  • Assi Acciaio inox316
  • Cuscinetti  da 50 mm su entrambi gli assi
  • Albero contrappesi 20 mm
  • Motorizzazione NO 
  • Scomponibile SI

 

 

 

 

 

 

Mica sempre sassi… SN 2018zd

Stasera in attesa di altri giorni di pioggia di questo lungo inverno 2018 ,al comparire delle prime velature ho cessato l’attività di ripresa dei NEOCP , ma prima di chiudere l’osservatorio ho letto  su Facebook un post dell’Astrofilo Paolo Campaner in cui pubblicava  una bella foto di una galassia in cui era esplosa   una supernova questo mi   ha convinto a prolungare  ulteriormente la sessione e ad indirizzare il telescopio  sulla galassia  NGC2146 nella costellazione della Giraffa. La galassia , una spirale barrate SB(s)ab, ha una magnitudine apparente di 11.38  ed è posta ad una distanza di 70 milioni di anni luce . Questa  è la seconda esplosione di  una  supernova in questa galassia  infatti già  nel  2005 (SN2005V)  si registro un evento SN di tipo Ib/c scoperto dallo spettrografo LIRIS . La seconda esplosione , è avvenuta  6 giorni fa ,infatti il  2  marzo 2018  l’astrofilo Giapponese  Koichi Itagaki  ha immortalato per primo  la supernova  che aveva una magnitudine di 17.8.

Ecco Il report e la designazione della scoperta.

IAU Designation: SN 2018zd
Coordinates (J2000): RA = 06:18:03.18 (94.51325) DEC = +78:22:00.90 (78.366917)
Discovery date: 2018-03-02 11:40:16 (JD=2458179.9862963)
Potential host galaxy: NGC 2146
Photometry
Discovery (first detection):
Discovery date: 2018-03-02 11:40:16
Flux: 17.8 VegaMag
Filter: Clear-
Instrument: Other
Telescope: Other
Remarks: 0.5-m f6.8
Last non-detection:
Archival info: DSS

Altre  informazioni  le potete trovare qui : wis-tns

Ed ecco la foto scattata venerdi 8 marzo 2018  dall’Osservatorio G. Pascoli di Castelvecchio .

Ripresa in Binning 1 con il newton da 0.4 metri  crop al 50%  di una somma di 30 immagini da 15 secondi.