Correttore di coma da 3″ !!!

Ma la vogliamo correggere questa aberrazione o no ?
finalmente dopo quasi un anno di attesa sono riuscito ad installare il nuovo focheggiatore GTD ed i nuovi spiders  sottili assieme ad un gigantesco
(almeno per i miei standard ) correttore di coma da 3″ . La storia è stata un po’  travagliata per vari problemi di assemblaggio che si sono succeduti costringendomi a inviare indietro il focheggiatore al costruttore per una revisione.
Il motore stepper montato in precedenza era troppo piccolo per i quasi 2,5 Kg di peso del correttore di coma e la camera CCD !
E’ stato sostituito il motore con uno più potente e i test del costruttore sono andati a buon fine con una sua elettronica e il motore nuovo, mi ha dimostrato che gestiva carichi fino a 3,5 kg . Al montaggio avvenuta nella seconda settimana di aprile 2021 però qualche problema è nuovamente emerso e ve lo spiegherò durante questa breve articolo . Ho utilizzato vari correttori di coma in questi anni a partire dal Vixen coma corrector 1 e 3 utilizzati sia sul newton Vixen R200SS sia sull’ orion VX da 300 mm, entrambi f4. Il correttore di coma da 2″ GPU e infine il correttore di coma Baader MCC sempre da 2 Pollici gli ultimi due con il 40 cm f 3.2 si sono rilevati non utilizzabili. Ero tentato di prendere il Televue da 2.5″ ma il suo costo proibitivo mi ha fatto cercare altri lidi. Consigliato dal costruttore dello specchio di abbondare come dimensione del correttore di coma mi sono affacciato nel mondo dei bossoli da 3″. Si sembrano proprio bossoli di un cannone da 88 mm da quanto sono grossi e pesanti, ne ho vagliati alcuni sempre sotto la fatidica cifra di 1 keuro e ho visto che di produzione cinese ne facevano due modelli, uno con un rapporto riducente di 0.75x e uno da 1.14X. Visto che il rapporto focale di 3.2 era già bassino e di alcuni parametri relativi al backfocus ho deciso di prendere da Tecnosky questo modello a circa 0.5 Keuro .

correttore di coma 3″
schema ottico * la filettattura M73.5 x 0.75 sembra non corretta a dire del tornitore che mi ha fatto la flangia M48 in alluminio che si vede nella foto precedente.

si, ma un coso cosi grosso dove lo mettevo visto che come avrete sicuramente letto in un precedente articolo il telescopio era stato dotato di un focheggiatore motorizzato da 2″ customizzato sempre da GTD. Mi ci voleva un focheggiatore piu grosso , e motorizzato anche in questo caso GTD mi e venuta incontro sviluppando un prototipo che poi successivamente dovrebbe aver messo sul mercato.

Gemini telescope design Primis 80
Ecco la fotos scattata durante il secondo montaggio in Aprile 2021.

Ispirandosi al modello precedente mediante l’utilizzo di un motore stepper che lavora come un martinetto GD ha inserito in tra due dischi in delrin appositamente lavorati 4 blocchi con 2 microcuscinetti registrabili , che al contempo attraverso fori collegano il focheggiatore agli spider , 4 lame, in acciao inox 304 appositamente costruite con uno spessore di 1,7 mm . Il draw tube sempre in delrin ha 4 piste dove scorrono i cuscinetti e 6 grani m4 per bloccare il correttore di coma , ma per non danneggiarlo ho frapposto fra i grani e lo stesso una busta tornita in acciaio inox dello spessore di circa 1 mm. Una volta montato pero qualche problemino me lo stà ancora dando perchè il tiraggio degli spider crea delle piccole deformazioni che vanno a compromettere il lavoro dei microcuscinetti aumentandone la resistenza allo scorrimento. Lasciandoli gli spider leggermente laschi il problema si attenua. Ho gia in mente di far separare i cuscinetti di scorrimento dai punti di aggancio degli spider (stay tuned).

Eccolo qua il nuovo focheggiatore con i raccordi per raggiungere il backfocus corretto indicato dal costruttore (72 mm)

Dopo tutta questa manfrina vi chiederete se alla fine il risultato c’è stato. Boh, nel senso che il campo sembra corretto molto bene fino ai bordi ma ancora sono lontano da avere il sistema correttamente configurato verificando la collimazione e la planarità del sensore. Il CMOS della QHy294C che non è un sensore gigantesco sfiorando il formato APS-C. Il fattore di correzione del correttore  di coma a detta del costruttore  dovrebbe essere 1.14x  e  la focale risultante con 1330 mm di focale dello specchio dovrebbe essere di 1516,2 mm invece è risultata leggermente superiore  appena avrò dei  “tuning ring “ (anelli a spessore sottile per regolare correttamente le distanza dei piani focali)   effettuerò ulteriori prove.

I risultati

Ecco un prima e dopo relativi a due immagini riprese con il newton 0,41 f3.23 con il correttore montato e senza di esso , beh la differenza si vede .

NGC 55 29 stack di 50 immagini da 90 secondi con correttore di coma , immagine del 22/04/2021

Immagine della Nebulosa M16 ripresa la scorsa estate senza correttore di coma . Per Adesso questo e tutto anche perchè e tardi appena possibile inseriro altre immagini sperando di beccare la giusta distanza.

FASE 2 LA COLLIMAZIONE

Dopo alcune serate di utilizzo mi sono reso conto che sussistevano ancora problemi nelle mie immagini infatti non riuscivo a scendere oltre un determinato FWHM e le stelle presentavano un piccolo sbuffo    orientato in tutto il campo , ho escluso fosse il coma perché sarebbe  dovuto  essere  concentrico , perciò mi sono focalizzato  sul risolvere  dei problemi relativi alla collimazione e alla planarità del sensore. Per prima cosa ho affrontato la collimazione tornando ai vecchi metodi  senza usare il sofware  CCD Inspector ma utilizzando un collimatore laser autocentrante della HOTEC  , ho avvitato un nasetto portaoculari da 2”  sul tubo di prolunga che si collega alla camera CMOS e ho proiettato il laser sul centro dello specchio il puntino del laser era circa 2 cm in basso rispetto lo specchio , utilizzano le regolazioni degli spider  ho portato  nel centro  dello specchio il fascio  del puntatore laser , poi ho regolato lo specchio tramite le viti posteriori per avere la collimazione pensando  , e sicuramente è cosi , di fare un lavoro molto grossolano ma i risultati ci sono stati e ve li illustro .

Ecco come si presentava una immagine di 30 secondi dopo che ho effettuate le semplici operazioni suddette ,le stelle hanno perso la scia e adesso sono veramente puntiformi.

Ecco la stessa immagine passata a CCD Inspector manca veramente poco ad avere una collimazione eccellente.

In questa immagine ho evidenziato le stelle negli angoli del frame e come potete vedere la situazione e molto confortante forse nell angolo basso di destra rimane una leggera deformazione che si puo’ ricollegare alle immagini di ccd inspector dove per essere perfettamente centrato dvovrei spostare il punto di fuoco verso destra e in basso.

La stessa immagine processata con un filtro Wavelet e il suo residuo le stelel risultano puntiformi in tutto il campo.

Ed infine la parte centrale dell’ immagine passata ad un filtro FFT Fast Fourier Trasformatiom .

Ultimo passo di questa vicenda ancora da scrivere per ottenere un ulterior miglioramento e verificare la ripetibilità quando la camera Cmos verra sostituita dalla CCD e viceversa.

L’era del CMOS

Nuova camera CMOS per l’osservatorio” K63 G.Pascoli Observatory”

Una camera CMOS a colori è stata implementata nella strumentazione dell’osservatorio.

Fino a pochi anni fa utilizzavo un sensore KAF 8300 monocromatico con un set di filtri LRGB Baader da dove nel mio pur inquinato sito tentavo di fare imaging fotografico e devo dire che qualcosa di interessante abbinato ai telescopi che avevo allora è uscito fuori. Posseggo anche una Dsrl una canon 600D ma memore delle esperienze con la Canon 350D non mi sono mai sognato di usarla sempre a causa dell’inquinamento luminoso. Questo anno per il compimento del mio 55esimo anno di età mi sono fatto un regalo , una camera CMOS a colori retroilluminata da alternare alla belva QHY22 che utilizzo per la ricerca.

La camera che ho acquistato utilizza il sensore Sony IMX294CJK da 11 Megapixel un numero decente per un medio formato, ho scelto questa camera per la grandezza dei pixel e per la EQ che risulta essere ottima, se non sapete di cosa siano questi termini vi rimando a siti dove ci sono esaurienti spiegazioni che indicherò alla fine di questo articolo ,cosi se siete curiosi , siete costretti a leggerlo. Le dimensioni del sensore sono di 19.3×12.6 mm (4/3) e i pixel senza doverlo calcolare hanno una dimensione di 4.63 micron. La risoluzione che ottengo con questa camera è quasi analoga alla qhy22, anche per questo motivo ho preso questo sensore. Ah , per la scelta del produttore , sono rimasto con i cinesi della QHYCCD , e il modello è questo 294C (se ci cliccate vi porta al loro sito). La camera utilizza una porta USB3 ma se non utilizziamo frame rate spinti in acquisizione di immagini planetarie lavora bene anche con il mio obsoleto Notebook con la porta USB2 l’importante secondo il mio modesto parere è avere un disco SSD perché con un disco meccanico penso si possa andare incontro a rallentamenti.

La QHY294C

A corredo la camera ha tutti i cavi per il collegamento (non lunghissimi) un nasetto da 2 pollici e la cartuccia con i sali per eliminare l’umidità nel sensore.

Caratteristiche:

CMOS Sensor: IMX294 11,6 mega pixel 4/3" back illuminated CMOS Sensor 
Effective Pixels: 4164X2796
Pixel Size: 4.63um*4.63um
Effective Area: 19,3x12,6mm
Shutter: Electric Rolling Shutter.
FullWell: Typical 65ke
Redout noise: 1.0 - [email protected] gain, 4.2 - [email protected] gain
ROI Support: Yes. Any Area ROI
Exposure Time: 60us-3600sec
AD Sample Depth: 14bit
On Camera Image Buffer: Yes, 256MB DDRIII Buffer
Cooling: 2-stage TEC, Typical -35 below Ambient. Temperature Regulated
Power: USB Powered for camera and +12V powered for TEC
Anti Dew Control: Air Connector for removable silicon gel tube
Heat board for optic window of airproof CCD chamber
Computer Interface: USB3.0 Super Speed
Telescope Interface: M42/0.75&2inch adapter. Optional C-mount adapter
Color Wheel Port
4PIN QHYCFW2 socket
Guide Port
6PIN RJ11 Guide Port
Optic Window:AR+AR 
Weight: 650g

Primo utilizzo, prima luce primi casini.

La camera mi è stata consegnata il 30 Luglio 2020 , il giorno successivo al mio compleanno , per l’appunto la sera avevo un impegno e ho dovuto attendere le due di notte per poterla montare e provare i primi scatti. Ritornare al colore non è stato facile, tanto da indurmi ad acquistare anche un pacchetto software aggiuntivo di cui ho letto molto bene ,APT (Astro Photography Tools) un coltellino svizzero per l’utilizzo sul campo, questa camera che comunque funziona anche con Maxim Dl e altri programmi di acquisizione . Ha anche il suo software proprietario EZcap ma si vede benissimo che è cinese , con il mio notebook si pianta una volta su 3 , visto e messo da parte, ( può essere anche colpa del notebook ma mi piace dare la colpa ai cinesi). Allora ,rispetto al sensore CCD che utilizzo fino ad adesso il CMOS a colori è un altra storia se si sbaglia con i settaggi del GAIN e dell’offset si possono fare disastri micidiali , cioè perdere tempo e non ottenere nulla di decente. Infatti le prime prove non sono state molto soddisfacenti. Tornando al discorso USB ho notato che pur creando un file di dimensioni superiori rispetto alla CCD i tempi di scaricamento sono molto più veloci rispetto alla CCD forse merito del buffer da 256 Mb DD3 che ha la camera. Ecco a voi la prima immagine minimamente decente acquisita , la Luna ieri sera molto bassa e con un fiocchetto di foschia che l’abbracciava , sotto il confronto di scala con una ripresa effettuata con la Canon 600D e un obbiettivo 250 mm F.5.6.

Luna (non si direbbe) B1 0,005 secondi F 1320 mm
Sempre lei Canon 600D 250 mm f.5.6

Elenco Link per maggiori e dettagliate informazioni

K63 finalmente il focheggiatore motorizzato

Nuovo focheggiatore motorizzato per il telescopio K63

Non ci si abitua mai alle comodità , con il telescopio precedente (Orion VX 12″) tramite la costosa interfaccia Robofocus riuscivo a fuocheggiare da remoto senza problemi. Con l’attuale Newton Giacometti da 16″, dopo un infruttuoso tentativo con l’autocostruzione di un focheggiatore a vite come primo allestimento, sono passato ad un focheggiatore a cremagliera Vixen con molti problemi vista la precisione richiesta da un telescopio Newton di corta focale come il 40 cm Giacometti . Successivamente ho acquistato un robusto e preciso Moonlite da 2.5″ . Sono stato piu volte tentato di acquistare il costoso motore e controller originale da montare sul Moonlite ma le ragguadevoli dimensioni dello stesso mi hanno scoraggaito per evitare di avere un aumento eccessivo dell’ostruzione.

Il focheggiatore Moonlite montato sul supporto spider del 40 cm.

Perciò per circa un anno ho lasciato perdere anche se nel contempo ho tentato di progettare un sistema di motorizzazione meno ingombrante di quello originale , senza riuscirvi. Ma nel contempo mi sono attrezzato per quanto riguarda il sistema di controllo . Utilizzando il sistema inventato da quel genio di Astrofilo che è Ivaldo Cervini. Ivaldo ha messo a disposizione della comunità degli astrofili un suo progetto chiamato Astrofocus che utiliza la piattaforma HW Arduino, un motor shield sempre per arduino ed un sensore di temperatura opzionale. Il progetto è semplice ed efficiace inoltre ha svilupapto i drivers per la piattaforma Ascom rendendo il suo sistema per uso universale. Insomma ero arrivato a metà dell’opera senza riuscire a finalizzare . Ho provato a progettare un sistema di focheggiatura simile a quello ideato da Paolo Campaner per il suo Newton o a creare un supporto con ruote coniche , per avvicinare il piu’ possibile il motore al focheggiatore , ma nessuno dei sistemi mi soddisfaceva. Poi una sera di Giugno del 2019 chattando con Andras Dan il progettista e produttore delle famose montature Gemini mi ha detto che lui sarebbe riuscito a farlo. Ho acquistato un focheggiatore da 2″ presso il negozio Tecnosky e lui lo ha modificato inserendo il motore che funziona come un martinetto sotto il focheggiatore stesso . Bingo !

Il Focheggiatore Tecnosky già modificato e il motore a sbalzo sotto la flangia di fissaggio al supporto degli spider.

Idea geniale ma ho dovuto far rifare il supporto degli spider aumentando il diametro di 5 mm e creando una cava per contenere il motore. Il lavoro è stato affidato alla ditta RM Engineer di Viareggio che mi ha consegnato il pezzo dopo circa una settimana.

Il disegno 3D del nuovo supporto spider.
Il supporto spider durante le operazioni di verniciatura.

Il pezzo mi e stato consegnato la mattina di Domenica 1 Agosto mentre stavo partecipando ad un torneo di Beach Volley . Tornato a casa stanchissimo dalla competizione ho iniziato a montarlo e alle 1.00 di notte il focheggiatore era montato e funzionante . Attualmente lo sto utilizzando con il software in versione gratuita Focusmax mentre non sono ancora riuscito ad utilizzarlo con il software Voyager . Il nuovo focheggiatore pur non essendo robusto come il Moonlite supporta senza problemi la camera CCD QHY22 .

Collegamento del motore al Motor Shield di arduino.

Il focheggiatore montato sul 40 cm.

Montatura altazimutale RM engineering RM1616

Montatura altazimutale RM16161

Montatura altazimutale che utilizzo con un vixen R200SS o un piccolo rifrattore per osservazioni visuali montata su un iperdimensionato treppiede di Losmandy della mia precedente G11.

  • Portata 16 Kg per ogni asse (totale 32 KG)
  • Massa  9 Kg
  • Struttura Ergal lavorato CNC
  • Assi Acciaio inox316
  • Cuscinetti  da 50 mm su entrambi gli assi
  • Albero contrappesi 20 mm
  • Motorizzazione NO 
  • Scomponibile SI

 

 

 

 

 

 

C’e’ un nuovo sceriffo in citta’

Giovedi’ 17 agosto di fronte ad un numeroso pubblico si e tenuta l’inaugurazione del nuovo strumento installato presso l;osservatorio amatoriale G. Pascoli codice MPEC K63  ecco una carrellata di foto relative allo strumento . Un Telescopio in configurazione newton con uno specchio Giacometti di 407 mm di diametro in Supremax   con una focale di 1350 mm  il telescopio completo  ha un peso di circa 28 chilogrammi la cella e una GSO a 18 punti di appoggio il tubo e una struttura a nido d’ape  in carbonio  del peso di 7 kg e dello spessore di 11 mm . Spider e sistema di fuoco autocostruiti.

Andiamo a comandare ! 400 MM

Se il buon giorno si vede dal mattino non posso dire che tutto stia filando liscio come l’olio , mi riferisco all’assemblaggio del nuovo telescopio da 400 mm che ho in fase di allestimento. Il tubo e’ arrivato lo psecchio ancora no.. La flangia monoblocco e risultata inutilizzabile dopo aver deciso di fare un giretto mentre la stavano effettuando la tornitura. La realizzazione di una flangia sempre monoblocco con  taglio laser o ad acqua risulta essere costosa difficile e con tempi di consegna moolto lunghi. percio all’ultimo mi sono deciso di adeguarmi alla tradizione costruendo un supporto spider con assemblaggio meccanico e fissaggio mediante viti  M3,5 e M6. La piastra losmandy marcata Celestron scompare  sulla cirocnferenza del tubo ma  ho provveduto a modificarla ed a a rinforzare il fissaggio sul tubo applicando delle lamiere curvate che distribuiscono meglio la forza di fissaggio esercitata dalle viti.

 

Ecco a voi il tubo e la cella

 

E la nuova tipologia di supporto che penso sia un giusto connubio tra economicita’ e prestazioni.

 

Ciao Bestione !

ciao bestione, il telescopio orion UK da 12″ ceduto all’osservatorio Astronomico di Tavolaia (PI) per fare spazio al nuovo tubo.

In attesa di potenziare ulteriormente l’osservatorio sperando che l’avventura della costruzione custom dia i suoi frutti. Ho dovuto fare a malincuore spazio nel mio parco strumenti , Il primo ad andarsene  è il mio cavallo di battaglia, il Newton ORION  da 12′ F4 motorizzato Robofocus  con ottiche certificate Lambda 10 , un rasoio di telescopio con un ottica sopraffina e una meccanica mediocre , ma non si puo’ aver tutto dalla vita almeno spendendo poco.Eccolo qua nella sua nuova casa a macinare fotoni per l’osservatorio di Tavolaia , installato su una montatura  equatoriale Monstre autocostruita  .Che i nuovi proprietari ne facciano buon uso !

 

 

I fotoni non bastano mai ,aumentiamo le superfici, Newton 40CM

Ho un cielo schifoso ho strumenti ottimi , ma l’appetito viene mangiando e mi sono imbarcato in questa difficile avventura della progettazione e costruzione di uno strumento ad Hoc per la mia attuale passione astrometrica.

Un  telescopio di 40 cm a cortissima focale senza specchio secondario con la camera CCD  inserita sul fuoco primario del telescopio.

ecco la bozza del progetto attualmente in elaborazione anche se lo specchio è in costruzione e il tubo in e la cella sono stati ordinati !

Per la collimazione ed il fuoco remotizzati utilizzero 3 motori nema 17 montati sulla cella  appositamente modificata.

 

 

Lo specchio 400mm f 3.3  sara Giacometti  alluminato da Zaot

La cella una Gso modificata 

Il tubo in carbonio De 480 mm spessore 11 mm e lunghezza 1300  

La barra losmandy 600 mm euro

La modifica della cella e lo spider di supporto effettuati da una ditta meccanica  circa 300 euro

Focheggiatore elicodale  ( da usarsi come opzione 2)